Il mio otto settembre 1943

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Who:Marenghi Carla
What:Fall of fascism
When:september 1943
Where:Milano Italy

Il mio 8 settembre 1943 è come fosse ieri, tanto è inciso nella mia memoria quel pomeriggio di sole settembrino. Quella volta si sfollava a Comerio, in quel di Varese, dove da tempo mia nonna risiedeva e dove un tempo io mio fratello e i miei cugini passavamo le vacanze serenamente. Ma con la guerra divenne il rifugio tranquillo, dove di notte ci alzavamo a vedere gli aerei che passavano lugubri per andare a bombardare la nostra Milano. Come avvenne quella tremenda notte del 15 agosto 1943: la nonna dormì su un materasso per terra per lasciare il letto matrimoniale ai miei genitori, a mio fratello e a me. In un letto più piccolo dormivano i suoceri di mio cugino arrivati spaventati all'improvviso. Quella notte e quegli aerei segnarono il mio ferragosto di guerra. E così arrivò anche l'8 settembre, da parecchi anni ero segretaria in un importante ufficio nel centro di Milano. I due titolari sfollavano verso varese con la macchina della società, con regolare autorizzazione del comando tedesco. Quando seppero che anch'io andavo nella loro stessa direzione, mi diedero un passaggio per viaggiare meglio e con più sicurezza. Ma quel fatidico pomeriggio dell'8, non lontano dal comando dell'aviazione, la macchina si guastò e non volle più ripartire. Mentre cercavamo un meccanico si avvicinò al finestrino un ufficiale dell'aviazione e mi disse, con un tono di chi svela un segreto: "fra poco avrà un'importante sorpresa" e poi se ne andò lasciandomi incuriosita. Proseguimmo poi col treno. Arrivati a varese la "sorpresa" si rivelò. Dalla banchina della stazione la gente cantava, batteva le mani con una gioia da tempo repressa. "La guerra è finita" era il grido di tutti, "evviva!", Era una folla eccitata ed elettrizzata ed eccitata senza ritegno. Dalla stazione arrivammo alla villa dove era sfollato uno dei titolari che sturò una bottiglia di spumante per festeggiare l'evento e si brindò. In quel momento però capii la tristezza dell'altro titolare della società che aveva un figlio combattente nell'italia meridionale. Si fece molto tardi ed arrivai a Comerio che era buio. Mia nonna col cuore in gola, angosciata per il mio ritardo, quando mi vide mi abbracciò e quasi pianse di gioia perchè non mi era successo niente. Per me fu festa in quel momento, ma questa fu solo un'illusione breve perchè la sera dopo da "Radio Londra" si seppe che la guerra continuava, ma contro i tedeschi!